Dopo un femminicidio il tempo non si ferma, ma per qualcuno cambia per sempre.
Ci sono vite che restano sospese, storie che nessuno racconta, infanzie che diventano invisibili.
Da questo prende forma il reportage fotografico “Io esisto” (realizzato nell’ambito del progetto Orphan of Femicide Invisibile Victim) che mette in luce le ripercussioni del femminicidio sui figli e sulle figlie delle donne uccise, sulle famiglie affidatarie o sui parenti che li accolgono.
























